Non li lasciano lavorare
Più o meno contemporaneamente due esponenti del Partito democratico e del Popolo della libertà, rispettivamente Mario Adinolfi e Santo Versace, hanno annunciato di lasciare il proprio partito o il gruppo parlamentare di appartenenza. Si tratta naturalmente di persone assai differenti e di casi che hanno una loro specificità. Colpisce però il fatto che ambedue denuncino l’impossibilità di svolgere un lavoro politico efficace, ciascuno nel suo ambito.
8 AGO 20

L’abolizione delle circoscrizioni elettorali non dà più ai parlamentari un ruolo locale, quello che veniva talora declassato a clientelismo ma che rappresentava un canale attraverso il quale umori e opinioni della base venivano ascoltati e le scelte del partito venivano illustrate. In alto, al livello in cui si prendono le decisioni politiche, la struttura dei partiti e dei gruppi rende sostanzialmente ininfluente l’apporto dei parlamentari “semplici”. E’ l’effetto della disgregazione delle tradizionali forme di costruzione dei gruppi dirigenti attraverso le liturgie congressuali, obsolete e superate quanto si vuole, ma alle quali sono stati sostituiti meccanismi puramente plebiscitari che sono utili per scegliere le leadership, ma non risolvono il problema della partecipazione politica.
Visto che si discute di riforma del sistema elettorale, anche sotto la spinta del quesito referendario che sarà esaminato a gennaio dalla Consulta, sarebbe utile che si tenesse conto anche di questo tema, sia per quanto riguarda il meccanismo di voto sia per quanto attiene all’organizzazione interna dei partiti. Va bene chiedere di ridurre il numero dei parlamentari, ma sarebbe anche il caso di mettere quelli eletti in condizione di lavorare efficacemente.